La libertà del soggetto nella ricerca della propria vocazione laica

Nella società del consumo gli oggetti di cui appropriarsi colmano e riempiono il vuoto lasciato dalla mancata relazione con l'Altro.

Sempre più isolati in un narcisismo mortifero i soggetti migrano da un tentativo ingannevole ad un altro, nella illusoria prospettiva di poter essere ed avere il"tutto" che bramano e di comprendere, senza dubbi ed incertezze, lo scorrere della vita.

Nel vortice del risultato e della prestazione efficace ed efficiente, sordo al proprio sentire, il soggetto moderno si perde e smarrito vaga nel tentativo di dare un senso all'insensatezza del correre in avanti. Incapace di cogliere la finitezza del proprio atto si assurge come il protagonista indiscusso di una impresa grandiosa. Il ritmo frenetico, la ricerca di visibilità sociale, la pretesa immediata del risultato, oppongono resistenza al ritmo lento ed attento della propria ricerca vocazionale laica.

Della vocazione non vi è certezza. Nella vocazione non si sa in anticipo di cosa e su chi si potrà disporre nel futuro. La vocazione non comprende l'asservimento ad una granitica identità dell' "Io sono" è, invece, quella apertura al mistero che abita ogni essere parlante.

Sabato 16 maggio 2009
ore 10.00 - 12.00

 

  • La medicina: la vocazione all'altro e il tecnicismo della salute
    Dott. Camillo Gilostri - medico chirurgo

  • Vocazione di giornata
    Dott.ssa Giuseppina Valenti - psicoanalista

 

ore 14.00 - 16.00

 

  • Vocazione e talento: riconoscere per valorizzare
    Maestro di canto Carlo Desideri - Conservatorio Santa Cecilia di Roma

  • Il silenzio, l'attesa, la parola
    Dott.ssa Paola Biesta - psicoanalista

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