Obesità

Che cosa si intende per obesità?

L’obesità è un aumento del peso corporeo con conseguente accumulo di grasso. E’ una malattia multifattoriale che necessita di un intervento multidisciplinare mirato ad ogni singolo caso. Nel nostro centro il lavoro d’èquipe ci permette di seguire il paziente sia a livello medico sia di ascolto psicoanalitico. Ogni intervento è strutturato secondo le esigenze del soggetto

Attraverso quali parametri si stabilisce che un soggetto è obeso?

Per una corretta diagnosi medica si utilizza: - il BMI (indice di massa corporea)- che stabilisce il rapporto tra peso ed altezza attraverso una formula matematica, - l’impedenziometria che è un esame strumentale, non invasivo, che determina la quantità di massa grassa, di massa magra, di acqua e il metabolismo basale dell’organismo.

Quali sono le cause dell’obesità?

Le cause sono molteplici:

- alterazioni del metabolismo basale dovuto a fattori genetici,

- stress che stimola la produzione di cortisolo,

- alterato metabolismo dei carboidrati (insulino-resistenza),

- intolleranze alimentari,

- disbiosi intestinale (colite cronica, alterazione dell’alveo, meteorismo, infiammazione dell’intestino),

- insonnia,

- accumulo di metalli pesanti introdotti con un’alimentazione errata

- esperienze traumatiche (morte, malattia, separazione, ecc.)

Quali sono le conseguenze dell’obesità?

La predisposizione a:

- malattie cardiovascolari,

- malattie artrosiche,

- diabete,

- ipercolesterolemia,

- neoplasie dell’intestino,

- disturbi ormonali,

- malattie su base allergica,

- malattie infiammatorie dovute all’accumulo di sostanze tossiche nell’organismo.

L’obesità è una dipendenza?

E’ una dipendenza quando il cibo diviene il centro della vita del paziente e la soluzione dei suoi conflitti non verbalizzati. Il soggetto obeso è prigioniero di un meccanismo di assimilazione continua, non lascia spazio all’insorgere del desiderio. Il cibo è consumato in maniera indiscriminata, da soli e con un profondo senso di colpa. Il corpo è sentito come una prigione ma nel contempo è una difesa nei confronti della relazione con l’altro che viene vissuta come fonte di conflitto.

Quando compare l’obesità?

Si presenta prevalentemente nell’infanzia e può esprimere una difficoltà di separazione dall’altro. Il cibo nella famiglia veicola emozioni e conflitti che il bambino non riesce ad esprimere. Il distacco dall’altro, movimento indispensabile per la crescita è avvertito come un vuoto che si cerca di colmare con l’introduzione di cibo. Inoltre l’obesità può comparire in quei momenti nei quali il soggetto è chiamato ad un cambiamento nella propria esistenza che viene vissuto come una perdita incolmabile.

Che funzione ha il cibo?

Il cibo diventa quell’oggetto consolatorio che si può utilizzare al di là della relazione con l’altro. Mangiare in eccesso protegge il soggetto dall’entrare in contatto con il proprio desiderio ed evita di incontrare il desiderio dell’altro.

Come si conduce un percorso di cura?

Bisogna accompagnare il soggetto ad acquisire fiducia nella propria capacità di amare e di essere amato. Favorire, attraverso la cura di parola, l’utilizzo del cibo non più come sostanza di consumo solitario, ma come elemento di ritrovata convivialità con l’altro. Il piano terapeutico in età pediatrica o in adolescenza, comporta il coinvolgimento dei genitori nel programma dietologico del figlio. Gli incontri con la coppia genitoriale sono finalizzati a costruire un diverso stile alimentare in famiglia

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